Il racconto “La ragazza con gli occhi vuoti”, di Annika Danz

Immagine di Mikael Moiner

Ho appena tradotto questo racconto di Annika Danz dallo svedese per La poesia e lo spirito, perché lo trovo molto bello, spero che possa dare conforto a chi si sente prigioniero di un passato molto doloroso.

La ragazza con gli occhi vuoti

Un giorno era lì, davanti a me. Mi fissava con uno sguardo vuoto. La guardai chiedendomi chi fosse, con quegli occhi vuoti. Era dall’altra parte di uno specchio, inaccessibile. Eppure sentii un senso di appartenenza, istintivo; in qualche modo, eravamo unite. Ma come era possibile, se non ci eravamo mai incontrare?
Come vivessimo in mondi diversi. Lei immobile su un prato, circondata solo da un prato infinito. Io, dall’altra parte – anche io su un prato, ma pieno di vita. Il tempo era fermo e io mi sentivo al sicuro, ignara della tempesta in arrivo per entrambe. Continua a leggere

L’inganno di “Pleasure” – Esiste un porno etico?

Qualche mese fa ho scritto questo lungo articolo per  The Nordic Model Now, riscuotendo un successo davvero insperato. Ho deciso di farne una versione in italiano per La poesia e lo spirito e per Popoff, lo posto intanto qui.

L’inganno di “Pleasure” – Esiste un porno etico?

Il film di Ninja Thyberg “Pleasure”, descrive una storia abbastanza semplice: una ragazza svedese di 19 anni si reca a Los Angeles per diventare una pornostar. Inizia con performance più tradizionali ma poi si rende conto che se vuole davvero sfondare dovrà girare scene più estreme, finendo quindi per accettare BDSM e double anal, con apparente indifferenza. L’unica volta che mostra di sentirsi violata è durante un set in cui gli attori maschi sono molto aggressivi e la sua reazione è di angoscia emotiva.

Il film – che ha avuto successo al festival di Sundance e a quello di Göteborg qualche mese fa – viene presentato come un film sul mondo della pornografia, quasi un documentario, dato che Thyberg presenta sé stessa come ricercatrice esperta in materia. Ma è opportuno chiarire subito che “Pleasure” è si occupa esclusivamente dell’industria pornografica realizzata a Los Angeles con standard filmici tradizionali, il che rappresenta meno del 25% di quello che circola in chiaro in rete. Il restante 75% consta di video più o meno amatoriali (o amateur porn) che vengono caricati senza il consenso dei protagonisti, vere e proprie documentazioni di abusi sessuali – molto spesso a danno di minorenni – e poi revenge porn, video realizzati originariamente in modo consensuale ma distribuiti senza il consenso delle protagoniste (si tratta quasi sempre di ragazze o donne), video rubati da videocamere nascoste in bagni pubblici e/o scolastici, eccetera. Le cifre non sono indicate a caso: di recente la più grande compagnia di canali pornografici del mondo, MindGeek, che possiede una serie di siti tra cui spicca il più gigantesco, Pornhub, ha dovuto fare una veloce e improvvisa cancellazione di questo materiale perché dopo un incisivo articolo scritto dal premio Pulitzer Nicholas Kristof per il New York Times le maggiori compagnie di carte di credito Mastercard e Visa si sono finalmente attivate, ritirando Pornhub dai loro clienti, affermando che non avrebbero ripreso se non a patto che Pornhub togliesse dal sito tutto il materiale non garantito da consensi scritti dei protagonisti maggiorenni. Nel giro di un paio di giorni, 10 milioni di video sono spariti dal sito, circa il 75% del totale, stando alle cifre indicate da Laila Mickelwait, la famosa ricercatrice americana che ha fornito l’ispirazione per l’articolo di Kristof, e contribuito portare in tribunale i vertici dell’azienda attraverso una class action. Continua a leggere

Intervista a Andrea Chimenti per La poesia e lo spirito


Ho intervistato per La poesia e lo spirito lo storico musicista e autore italiano Andrea Chimenti, che negli ultimi anni si è dedicato anche la scrittura in prosa, per parlare del suo ormai introvabile libro di racconti con annessa scatolina di latta delle piccole meraviglie – come quelle dei bambini! – compresa una pennetta USB con le letture di due dei suoi racconti – ovviamente musicate. Continua a leggere

Traduzione e lettura di una poesia di Karin Boye


Oggi ricorrono gli 80 anni dalla morte delle poetessa e scrittrice svedese Karin Boye, che scelse purtroppo di togliersi la vita il 24 aprile 1941.

Per ricordarla, ho scelto di tradurre e leggere una delle sue liriche più belle, a mio avviso, “Sì certo che fa male quando scoppiano i boccioli” (in svedese “Ja visst gör det ont när knoppar brister”).

Dedico questa traduzione e lettura alla mia carissima amica e sorella in letteratura, Giulia Fazzi. Continua a leggere

L’arte delle donne: intervista a Eliana Como

Eliana, amministratrice della pagina Facebook  #chegenerediarte, raccontaci qualcosa di te!

Faccio la sindacalista nella FIOM, che non c’entra nulla con l’arte, ma è sempre stata la mia passione. Ho studiato in realtà sociologia economica, ma a un certo punto della mia vita in un momento turbolento ho deciso di rimettermi a studiare come Ho sempre fatto sin da piccola, e mi sono messa a studiare arte, anche per staccare da quel periodo. L’ho fatto senza nessun fine particolare ma solo per me stessa. A un certo punto per caso parlando con alcune compagne femministe mi chiesero di parlare delle donne artiste che ci sono state in passato. Ho accolto la proposta con entusiasmo, pensando all’8 marzo, e mi misi a cercare letteratura su questo tema. Continua a leggere

Recensione di “Terrapiena” di Carola Susani

Un romanzo breve ma densissimo “Terrapiena” di Carola Susani, seconda tappa di una trilogia, un viaggio di scoperta con gli occhi di un ragazzino tanto ingenui quanto sapienti, rassegnati al fatto che non tutto si può capire.
Mi ha ricordato per certi versi Faulkner e ovviamente Pasolini, ma l’ho forse più visto che letto, come un film di Alice Rohrwacher.
C’è questo andare e venire sulla scena, che è la strada di un quartiere di baracche, un luogo liquido e corale, il contrario della nostra quotidianità tra quattro mura, ben prima che imparassimo a sillabare “lockdown”. Un luogo aperto, pieno di segreti che tutti finiscono per conoscere, di cui tutti sono attori. Un modo di vita popolare e impietoso, ma anche tollerante. Un luogo di passaggio da cui è però difficile andare via.
Una scrittura piena di sorprese, con momenti che arrivano come scoppi di temporale subito riassorbiti dalla strada che sempre riprende il suo fluire. Senza che sia necessario capire tutto.
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L’affaire Allen

In un gruppo femminista su Facebook una delle membre ha commentato un post su Woody Allen dicendo in difesa del regista: “Io so che Soon-Yi e Allen hanno cominciato una relazione quando la ragazza era maggiorenne ed era figlia adottiva della ex compagna Mia Farrow, ma non di Allen stesso.”
Ci sono una serie di aspetti problematici in questa affermazione, fatta sicuramente in buona fede, che è necessario mettere in luce.

Quando la bambina Soon-Yi ha conosciuto Allen aveva un’età tra gli otto e i dieci anni (la sua data di nascita è solo presunta). Il regista aveva nei suoi confronti un ruolo di adulto predisposto alla protezione dato che era un uomo di quarantacinque anni che aveva una relazione con la donna che era in quel momento l’affidataria alla cura di questa bambina. Che lui avesse una certificazione oppure un obbligo legale o meno nei confronti di Soon-Yi, non cambia molto ai fini di ciò che lui ha rappresentato per lei: la sua figura vista con gli occhi di quella bimba era quella di un co-affidatario. Continua a leggere

Svezia, il virus della socialdemocrazia

Göteborg – Foto di Mikael Moiner.

Da italiana in Svezia, sono tanti gli interrogativi che mi vengono posti in questi giorni, soprattutto a seguito dell’articolo recentemente pubblicato da Repubblica.it, ma anche a quello precedente sullo stesso tono de Il Fatto Quotidiano, dove si è dato risalto anche a un certo sprezzo del pericolo combinato a una svalutazione di chi, influenzato da ciò che accade in Italia, ha preferito da subito un comportamento cauto e orientato all’autoisolamento. Continua a leggere

L’ultimo sms

Sharon è così felice e impaziente di scendere in città stasera che le sembra ci stiano volendo tre ore a finire di truccarsi. Da quando aveva preso la patente non aveva più passato un sabato sera a casa, per sua madre non era un problema lasciarle la macchina per il fine settimana.
Sally prima le aveva messaggiato che Tess era già arrivata: aveva preso un take-away per tutte e tre, la aspettavano a casa. E che si desse una mossa, ché avevano fame − le aveva scritto aggiungendo faccine e emoji con cosce di pollo, patatine fritte, cuoricini e pazze risate.
Sto entrando in macchina ora!!! − le aveva risposto Sharon un secondo prima di aprire la portiera. Continua a leggere