“Imprigionato nell’istante simultaneo di decollo e atterraggio” di Paul Wu

Immagine di Jessica Lindgren-Wu

Ho conosciuto Paul lo scorso novembre sull’isola di Gotland, proposto da un produttore come direttore della fotografia per girare una sequenza di un mio film. Mi ha colpito immediatamente come persona interessante, buona e misteriosa.
Lungo la strada abbiamo parlato di tante cose finché a un certo punto, mentre il sole mi abbagliava, ho avuto un’intuizione repentina e gli ho chiesto se scrivesse. Paul è rimasto molto sorpreso ma anche intimidito dalla mia domanda inaspettata, e mi ha risposto con cautela che sì, gli piaceva scrivere, anche se… eccetera.
Ma ormai avevo capito che potevo fidarmi dalla mia intuizione. Gli sono stata un po’ addosso ma nicchiava, finché qualche giorno fa ha pubblicato un post su fb che mi ha folgorata. Poche righe dolenti, con un timbro che mi ha ricordato David Foster Wallace, uno di quegli autori che ogni traduttore sogna di interpretare. E gli ho chiesto il permesso di tradurre il pezzo e pubblicarlo qui. Mi ha dato il suo consenso e lo presento oggi a voi, in italiano e in lingua originale. Buona lettura!

Imprigionato nell’istante simultaneo di decollo e atterraggio
Di Paul Wu

Chiudo gli occhi. La schiena contro un muro arancione inondato di buon mattino dalla luce di un sole spagnolo. Nelle mie orecchie il suono del fluttuare delle onde, ampie abbastanza da lasciare una pausa tra il fragore dell’acqua sull’acqua, e quello dell’acqua sugli scogli. Nel mio cuore c’è un grumo di tristezza che sale alle mie palpebre e le fa gonfiare. La persona che guida la meditazione ripete in un inglese non nativo: “L’amore è l’unica cosa che conti. Trova l’amore. Trova la luce dentro di te.”

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Il racconto “La ragazza con gli occhi vuoti”, di Annika Danz

Immagine di Mikael Moiner

Ho appena tradotto questo racconto di Annika Danz dallo svedese per La poesia e lo spirito, perché lo trovo molto bello, spero che possa dare conforto a chi si sente prigioniero di un passato molto doloroso.

La ragazza con gli occhi vuoti

Un giorno era lì, davanti a me. Mi fissava con uno sguardo vuoto. La guardai chiedendomi chi fosse, con quegli occhi vuoti. Era dall’altra parte di uno specchio, inaccessibile. Eppure sentii un senso di appartenenza, istintivo; in qualche modo, eravamo unite. Ma come era possibile, se non ci eravamo mai incontrare?
Come vivessimo in mondi diversi. Lei immobile su un prato, circondata solo da un prato infinito. Io, dall’altra parte – anche io su un prato, ma pieno di vita. Il tempo era fermo e io mi sentivo al sicuro, ignara della tempesta in arrivo per entrambe. Continua a leggere

Traduzione e lettura di una poesia di Karin Boye


Oggi ricorrono gli 80 anni dalla morte delle poetessa e scrittrice svedese Karin Boye, che scelse purtroppo di togliersi la vita il 24 aprile 1941.

Per ricordarla, ho scelto di tradurre e leggere una delle sue liriche più belle, a mio avviso, “Sì certo che fa male quando scoppiano i boccioli” (in svedese “Ja visst gör det ont när knoppar brister”).

Dedico questa traduzione e lettura alla mia carissima amica e sorella in letteratura, Giulia Fazzi. Continua a leggere

“Cos’è il vetro” di Ann-Sofi Andersson – traduzione dallo svedese

Sono felicissima di aver tradotto dallo svedese questo bellissimo racconto di una donna splendente e ipnotica, Ann-Sofi Andersson, che ha una vera penna da scrittrice, e che sento totalmente affine a me. Non è stato facile, ci ho messo una vita di ripensamentii e correzioni. Ma ora sono finalmente soddisfatta!

Prima la traduzione, poi l'originale – per gli amici svedesi che mi leggono.

Cos'è il vetro?

È una finestra puntata sul mondo dove la luce può entrare. Posso lasciar cadere lo sguardo all’esterno, ampio e rotondo, o spiare curiosa cosa stai facendo, qui dentro. Se voglio posso chiudere fuori l’inverno gelato oppure, se tu vuoi, posso aprire – e far entrare il canto primaverile e allegro di un usignolo. È freddo e duro senza pietà contro la guancia di un bambino.

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