Il mio progetto selezionato dal Visual Arena Lab!

Adesso posso finalmente annunciarlo! Il mio progetto dal titolo Gang Dance, pensato su base VR (Virtual Reality), parte del mio più ampio progetto di lungometraggio docufiction Silent Flesh, è stato selezionato da Visual Arena – Lindholmen Science Park per finanziamento e supporto tecnologico! Ora ho cinque settimane davanti a me per creare il cortometraggio in VR più fico del pianeta!

Ringrazio con umiltà e riconoscenza Gorki Glaser-Müller, Ylva Olsson, Martin Hammar e Anna Eriksson che hanno creduto nel mio progetto!

Sarà veramente una sfida riuscite a completare tutto in questi tempi, ma so di poter contare sull’aiuto di Mikael Moiner per le questioni tecniche e di post-produzione, e poi su Lovisa Charlier per guidarmi nella pre-produzione, e spero poi di avere l’appoggio di tanti altri amici per questo viaggio breve ma veramente intenso!

Sono anche molto orgogliosa che l’immagine scelta per l’illustrazione di questo post di Visual Arena sia stata presa dalla mia istallazione Just Looking , ancora di più perché si vede nella foto la mia carissima amica Valeria Palmacci, coreografa, ballerina e attrice che ha partecipato con generosità a quel progetto, di cui oggi è anche il compleanno! ❤

Nuova masterclass in sceneggiatura!

Felicissima di tenere nuovamente la Masterclass di sceneggiatura dal titolo “PENSARE E SCRIVERE UN CORTOMETRAGGIO”, stavolta sotto le magnifiche ali di Come si scrive una grande storia, uno dei posti più pazzeschi per imparare a scrivere cinema che esista al mondo!

HO VINTO IL FICC49!!!

Sto facendo i salti di gioiaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

HO VINTO LA 49ESIMA EDIZIONE DEL FICC!!!!!

Non ci posso credere!!! The Wedding Cake è stato eletto il migliore cortometraggio di questa edizione del FICC Festival Internacional de Cine de Cartagena! A partire dal minuto 31:34 l’annuncio da parte della presentatrice che introduce la sindaca della città di Cartagena, Ana Belén Castejón Hernández, che annuncia la mia vittoria, e a seguire il ringraziamento il castigliano, per il quale ringrazio il supporto della mia grandissima amica Giulia Colavolpe Severi!

Questa la traduzione in italiano:
“Sono felicissima di aver vinto questo premio. Non avrei mai immaginato di vincere a un festival così grande e prestigioso, tra tanti fantastici concorrenti. Sono onorata e commossa dal vostro apprezzamento e sono ancora più felice perché questo cortometraggio significa molto per me. È un corto pilota per un progetto artistico più ampio sulla prostituzione e la pornografia che spero di completare un giorno. Vincere questo premio oggi mi dà speranza e mi fa sentire sostenuta nel mio desiderio che un giorno quel progetto più grande veda la luce. Ancora una volta, grazie dal profondo del cuore!”

The Wedding Cake alla 74a edizione del Festival di Salerno!

The Wedding Cake entra in concorso alla 74esima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Salerno! Si tratta di uno dei festival più antichi d’Italia, nato alla fine della guerra, nel 1946, a ospitare pellicole 16 mm invece che quelle da 35 mm.

Una lunga storia quindi, di cui sono ovviamente orgogliosa di far parte.

“Animacion para adultos” recensisce “The Wedding Cake”!

Veramente felice di questa recensione di “The Wedding Cake” da parte del sito spagnolo Animación para adultos che mi rallegra non solo per il suo importante contenuto ma anche per il voto altissimo che mi ha attribuito, 8.5/10!

Voglio ringraziare di nuovo sia Mikael Moiner che ha realizzato le immagini che Adriana Rosati, che ha curato le scenografie, entrambe messe giustamente in risalto nella recensione. Il corto è in programmazione online questa settimana allo splendido FICC – Festival de Cine de Cartagena.

Qui una traduzione del testo dallo spagnolo:

The Wedding Cake racconta il dramma di una donna costretta a prostituirsi per evitare il carcere che l’attende se non paga i debiti del marito, che è scappato lasciandola sola con i suoi due figli. La storia scioccante è illustrata con pupazzi Playmobil, quindi si crea un enorme contrasto tra l’innocenza e l’inespressività delle foto con l’asprezza della narrazione. Ci sono, invece, allestimenti brillanti, come la scena del matrimonio-parto, e quella che mostra le disumane sessioni di prostituzione a cui è stata sottoposta la protagonista.
Il corto solleva anche il dibattito sull’animazione o meno, perché sebbene utilizzi una tecnica di ripresa identica a quella dello stop-motion con i pupazzi, la lentezza con cui si sposta da un fotogramma all’altro impedisce che si crei l’illusione del movimento. Ritengo si tratti di animazione, una sorta di stop-motion lento e sperimentale, ma capisco che ci sia chi non è d’accordo. In ogni caso, invitare a questa riflessione sulla sua natura non è altro che uno dei tanti aspetti pregiati di The Wedding Cake, sebbene il principale resti quello della sua denuncia delle reti di tratta delle donne, piaga della società contemporanea contro cui è necessario continuare a combattere.