“Il giorno del Ringraziamento” a puntate su “La poesia e lo spirito”

Avevo una narrazione "nel cassetto" da qualche anno, troppo corta per essere un romanzo, troppo lunga per funzionare come racconto. Una novella ambientata a nord della California durante il weekend del “Thanksgiving”.

Ho scelto di pubblicarla a puntate su La poesia e lo spirito, dal 24 novembre al 6 dicembre 2017, in 13 puntate, ogni giorno alle ore 18:00, illustrata da una mia foto. Per chi – come me! – detestava leggere le cose a puntate, ho poi allegato la novella per intero in formato pdf con l'ultimo capitolo del 6 dicembre. Lo trovate anche qui: il-giorno-del-ringraziamento-pdf
Buona lettura!

La mia copia di “Deaths in Venice”!

Finalmente è arrivata la mia copia dell'antologia "Deaths in Venice", curata da Laura Liberale (potente scrittrice) e edita da Carteggi Letterari Edizioni di Messina, con il mio racconto "Una rosa"! Congratulazioni e ringraziamenti a tutt@!

(La foto sullo sfondo è uno scatto di mio marito, preso al grandioso castello di Tjolöholm, dove vennero girati gli esterni del film "Melancholia" di Lars von Trier. Mi pareva potesse essere uno sfondo adatto… )

Nuova antologia “Deaths in Venice”

Sono molto felice e orgogliosa di annunciare l'uscita di questa nuova antologia collettanea curata dall'elegantissima Laura Liberale per i tipi di Carteggi Letterari.

Sono particolarmente contenta di questa partecipazione data la qualità degli scrittori presenti, e a maggior ragione lo sono perché amo molto il racconto che ho proposto, "Una rosa".

Il libro è acquistabile qui. Decisamente ottimo per qualsiasi tipo di ombrellone ;)

“L’ultimo giorno” – un racconto per Lpels

[Un racconto che ho lasciato nel cassetto per molti anni, ma che ho voglia di tirare fuori proprio in questi giorni. Una buona musica da ascoltare durante la lettura potrebbe essere questa, se avete voglia. Grazie.]

L’ULTIMO GIORNO

Quando la mattina si incamminava verso il lavoro in genere albeggiava. In silenzio, scendeva a valle insieme ad altri, ognuno a passo diverso, chi con asini, chi con ceste, chi con niente, come lui, sentendo solo il rumore dalla terra sabbiosa che scricchiolava sotto i sandali, dando un ritmo cullante al cammino. Solo qualche sporadico camion saliva a quell’ora in senso contrario verso il suo villaggio, mischiando acre gas di scarico e polvere in un’unica nuvola nera.

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Marilyn Monroe – Un piccolo monologo

[Per i 90 anni mai compiuti da Marilyn Monroe pubblico questo monologo inedito, che ho scritto con molto amore per questa donna con la quale sento un legame speciale.]

Io bambina e mia madre che urla ridendo. O ride, urlando. Non so. Rabbia o felicità, non lo so.

Mia madre era pazza, credo, finita nell’ospedale dei matti; anche io del resto, un paio di volte, forse tre. Una volta mi sono fatta venire a salvare da Joe, sia fuggiti via attraverso la cantina..
Joe DiMaggio, il mio marito pazzo, che mi ha amata credo come nessuno. Perché scegliere una donna che tutta l’America vuole portarsi a letto se sei geloso anche di un solo sguardo? È come comprarsi una torta se sei diabetico. Ma lui mi ha amata però, nel suo modo folle e contorto; cercando di soffocarmi. Anche con il suo amore.

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“Tenendo la fatica con le mani” torna su carta, stavolta con Laspro

Avevo già pubblicato questo pezzo, a cui tengo moltissimo, su Il Grandevetro, più di un anno fa.

La rivista Laspro mi ha chiesto di scrivere qualcosa sullo stesso tema, ma non me la sono sentita di cercare di esprimere le stesse cose con parole diverse, e gli ho riproposto questo. Lo posto quindi ancora, ringraziando Laspro, sempre con il mio scatto peruviano che mi piace tanto ;o)

Tenendo la fatica con le mani

Il sari fucsia splende sulla sua pelle cioccolato al latte che sotto le braccia resta un po’ flaccida. È magra e il viso scavato fa pensare a sessant’anni ma impossibile esserne sicura. Denti non tutti, sorriso sghembo che copre con la mano sinistra davanti al nero lucido del mio obiettivo, ma le ho fatto l’occhietto per chiederle il permesso, prima: quindi ho scattato. Scattato in questo luogo perduto del Rajastan, a metà strada tra Jaipur e Bikaner, credo. Dove fanno mattoni.
Cammelli passano dinoccolati sulla collina in fondo, indifferenti. Continua a leggere

“Midsommar” äntligen på svenska!

Jag skrev en berättelse en gång i tiden, som hade sitt ursprung i en scen som min bror och jag bevittnade en gång på Gamla Stans T-banestation, 1991. En scen som påverkade oss djupt i sin kalla, stilla, tysta verklighet. Det mynnade ut i en berättelse som jag skrev delvis på svenska, delvis på italienska (svenskan korrigerades av Yvonne Magnusson).
Nu har jag fått hjälp av Karin Helena Vikström, en svensk författare (bland mycket annat), som magnifikt översatt den italienska delen till svenska. Så nu får ni äntligen läsa den på svenska. Kul va?
;o)

Berättelsen kan ni få läsa här.

Ceci n’est pas un compte-rendu [Questa non è una recensione] – Un pezzo per Nazione Indiana

Una non-recensione, una sorta di pezzo non-narrativo che ho scritto per Nazione Indiana.

Ceci n’est pas un compte-rendu [Questa non è una recensione]

Roma, parco di Villa Ada, aprile finisce domenicale cedendo infine alla primavera.
Nei viali e sui prati, una coppia di amiche rumene di mezza età con caviglie virili e varicose parlano fitte sbocconcellando panini e il vino dal cartone, rannicchiate sopra un plaid tartan sull’ocra con orli sfilacciati, le dita dei piedi compresse dai gambaletti color carne.

Due colleghi di lavoro hanno usato la scusa del jogging per vedersi finalmente da soli, fuori dall’ufficio, senza far destare sospetti alle famiglie. Lei ha solo cambiato la “a” di collega in una “i” di colleghi, quando ha avvertito il marito; lui invece ha omessa la “a”, quando ha detto a sua moglie: «vado a correre con un[a] collega». Due “a” omesse, privative di una verità che a entrambi pare ancora innocente, quasi sincera. Tra poco non basterà più quel versarsi addosso il fiume di parole di oggi: vorranno toccarsi, e poi sposarsi. Uno dei due lascerà il proprio coniuge, l’altro no, perché i bambini sono troppo piccoli, e non se l’è sentita, e il dolore si mangerà tutto, alberi compresi, e pure questo vento di primavera meraviglioso.

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Unonove: l’antologia!

Finalmente ci siamo: è in libreria la prima antologia di Unonove, pubblicata da Epika e curata da Margi De Filpo. Da un piccolo progetto web pensato insieme a lei, Ivan Arillotta e Valeria Faella per le immagini e la grafica, si è sviluppato un punto di riferimento letterario e immaginario talmente forte da poter diventare carta. Bello.

Il racconto che Margi ed io abbiamo scelto è "Istantanee sbagliate", a cui sono veramente molto affezionata.

Presto presentazioni in giro, stay tuned!

Nuova uscita sulla rivista Laspro

Fierissima di una nuova pubblicazione sulla sciccosa&succosa rivista Laspro, il numero 16, ora in edicola, con un mio racconto di qualche tempo fa illustrato in modo delizioso da Luisa Montalto. Rileggendolo oggi trovo più che mai attuale il suo contenuto, è qualcosa in cui credo profondamente.

ANDARE A FINIRE

Me li ricordo ancora quegli anni dove nei negozi scambiavo queste battute: “No guardi, la busta non mi serve, c’ho posto nello zaino.”
“Ah va beh, ma guardi che non si paga mica la busta, eh?”
“Sì, no, non importa, non mi serve, davvero, grazie.”
La cassiera mi guardava con sufficienza. “Questa si vuole far notare”, pensava.

Qualche minuto dopo, in farmacia. Prendevo delle compresse, contenute in un’anonima scatolina. La farmacista la poggiava con un gesto automatico su una sottile pila di fogli bianchi con scritte verdi e rosse, veloce come un’operaia in catena di montaggio; facevo appena in tempo a dirle “Non c’è bisogno che le incarti”, ce la facevo per un soffio. A volte non ce la facevo neanche, per cui alla fine stavo attenta e glielo dicevo prima ancora che battesse lo scontrino che non serviva incartare, come una bambina saccente. Continua a leggere