Il corpo imperfetto e la trans-formazione

Qualche giorno fa scrivevo un articolo sul rapporto con il corpo e la quantità di odio che riserviamo alla nostra apparenza fisica. Mi rendo conto che un capitolo a parte di questa riflessione è quello legato a una recente narrativa, … Read the rest of this entry

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Una lettura de “L’infinito” di Giacomo Leopardi

Come ricordava Antonello Sparzani su La poesia e lo spirito oggi ricorre il duecentesimo anniversario dalla composizione di uno dei più bei carmi italiani di tutti i tempi.

Come scriveva Antonello, è una poesia felice, e mi ha sempre rattristata ascoltarla in versioni cupe e tormentate, che non rendevano a mio avviso giustizia a un momento di autentica estasi gioiosa del poeta. Leggi tutto

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Vette conquistabili

La scorsa settimana ho terminato il mio primo semestre come collaboratrice per l’organizzazione svedese Rise, che ha lo scopo di fornire supporto a donne vittime di incesto o abusi sessuali da bambine. Ho avuto il ruolo di persona di supporto per una serie di incontri di gruppo finalizzato all’autoaiuto.
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Senza oggetto o aggettivo. Solo corpi.

La possibilità di sopravvivenza delle specie animali è collegata alla capacità di valutare e giudicare. Se ci fosse indifferenza rispetto allo stato fisico degli esseri che ci circondano, non saremmo sopravvissuti altrettanto bene. Ci saremmo accoppiati con esemplari non abbastanza sani e forti, e il leone avrebbe rincorso la gazzella sbagliata – e forse sarebbero entrambi estinti. Valutazione e giudizio prediligono ciò che è ai nostri occhi “bello” laddove traduciamo la “bellezza” visiva come indice generale di salute e fertilità.

Questa è, semplicemente, la Natura. Che si prende cura di sé stessa per garantire la propria sopravvivenza di specie. Tentare di disattivare il nostro istinto a valutare e giudicare gli esseri viventi che incontriamo nel nostro cammino (che sia un animale aggressivo o un esemplare di homo sapiens bellicoso o infetto) sarebbe geneticamente “pericoloso” per la nostra sopravvivenza. E tuttavia, questa valutazione e giudizio sono diventati piuttosto superflui: siamo miliardi su questo pianeta, lo abbiamo colonizzato praticamente tutto e nel bene (e purtroppo nel male) siamo completamente affermati come specie. Leggi tutto

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Io, emigrata poligama al voto – Una narrazione tragicomica

Qualche giorno fa mi è arrivata una raccomandata dal ministero dell’interno, qui in Svezia. Era la mia scheda elettorale. L’indirizzo di residenza era quello giusto, ma il nome indicato sulla busta era Mazzitelli Tigerström Monica.

In Svezia è possibile cambiare cognome (e nome) con grande elasticità. Salvo alcune comprensibili restrizioni, modificare la propria anagrafica è praticamente una passeggiata, anche per quanto riguarda documenti, banche, contratti eccetera. All’85%, avviene tutto in modo automatico, con un effetto domino per cui fatto cadere il primo mattoncino, gli altri continuano a cadere da soli e non c’è bisogno di sbattersi più di tanto.

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Il mio corpo, la mia IVG

Illustrazione di Eliana Como

Che il diritto di aborto sia sotto grave attacco da ogni parte è un fatto di una gravità assoluta perché significa che abbiamo perso quella forza che credevamo quasi ovvia e scontata di decidere (almeno in Occidente) sui nostri corpi e sulle nostre vite. In modo autonomo, personale, insindacabile, legale, garantito.

Qualche anno fa ho iniziato a lavorare a un progetto sull’interruzione di gravidanza, su stimolo di Carola Susani. È un progetto che non ho potuto completare ancora, per ragioni pratiche, ma sono sempre più decisa a portarlo a termine. Durante questo lavoro documentario, prevalentemente attraverso interviste, ho parlato con alcune donne che avevano effettuato una IVG in passato, scoprendo quanto fosse presente e forte il desiderio, vorrei quasi dire il “bisogno”, di parlare della loro esperienza. Non certo perché fosse corredata da un rimpianto o rimorso, sul quale non mi sono imbattuta finora, ma perché si era trattato comunque di un’esperienza carica di emotività e riflessioni, di sentimenti che coinvolgevano il rapporto con il partner, l’idea di figli come parte problematica di alcune scelte di vita. C’era in tutte la consapevolezza che fosse stata una scelta che avrebbe/aveva alterato il corso della propria vita, spesso in senso ritenuto positivo. Leggi tutto

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Nobel e legge sul consenso sessuale per celebrare #Lottomarzo!

Foto di Frankie Fouganthin (Own work) [CC BY-SA 4.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0) ], via Wikimedia Commons

L’affaire dell’Accademia di Svezia è durato un’eternità, a partire dalle dimissioni della Segretaria Permanente Sara Danius la scorsa primavera, fino a questa settimana, in cui lei ha (sontuosamente) lasciato la sua poltrona numero 7 per sempre, ma togliendo anche potere decisionale al suo antagonista Horace Engdahl. Leggi tutto

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Un tributo a Giovanna De Angelis su La poesia e lo spirito

Comincio oggi la pubblicazione delle opere di Giovanna De Angelis, una donna stupenda, intellettuale, scrittrice e femminista (forse non in quest’ordine) che oggi avrebbe compiuto 50 anni. Purtroppo è mancata qualche anno fa, e la sua voce manca ogni giorno.

Questa sorta di “rubrica” dal titolo Le pagine ritrovate di Giovanna De Angelis a cui ho lavorato con l’aiuto di Yari Selvetella andrà avanti fino a luglio, per restare per sempre disponibile. Questo che segue il primo articolo pubblicato su “La poesia e lo spirito“: Leggi tutto

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Video per calendario Ambasciata di Svezia

Anche quest'anno ho girato un piccolo video per il videocalendario dell'Avvento dell'Ambasciata di Svezia in Italia 

Ho preso un "bateaux mouche" che si chiama Paddan e sono arrivata a Liseberg, il parco divertimenti più grande del Nord Europa!

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Bertolucci, il patriarcato, e “e allora Caravaggio??1?1”

La rete si è abbastanza divisa su Bertolucci. La maggior parte delle persone sono in lutto e non lesinano epiteti molto altisonanti nei confronti del regista, altri lo criticano per quanto successo sul set di “Ultimo Tango a Parigi”, in quella che viene da tutti denominata la “scena del burro”. Ci sono versioni diverse sull’accaduto, dal negazionismo più assoluto (“era una zoccoletta che se l’è andata a cercare, l’hanno pagata, sapeva la scena” e via vomitando) a quelli che “è stato quel burlone di Brando, Bertolucci è innocente!” e via scemando. Sulla questione precipua, non c’è molto da congetturare dato che lo stesso Bertolucci si è espresso chiaramente in proposito. In primo luogo, ammettendo l’accaduto e motivandolo con una giustificazione artistica: voleva che l’attrice mostrasse emozioni reali e non recitasse, perché il tutto fosse più forte (lo stesso principio degli snuff movies). In secondo luogo dichiarando in tempi più recenti che era “dispiaciuto” di non aver chiesto scusa a Maria Schneider per l’accaduto, prima che lei morisse.

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