“Just Looking” al Medfilm Festival di Roma

Sono veramente felice e onorata che “Just Looking”, un mio lavoro artistico, nato come progetto di installazione video museale e poi trasformato in un filmato a schermo unico, sia in concorso al più antico festival internazionale della capitale, il MedFilm Festival, che arriva quest’anno alla sua venticinquesima edizione. “Just Looking” concorre nella sezione “Walk With Women”, inaugurata quest’anno.
La proiezione è prevista per sabato 9 novembre alle 15:30 al Cinema Savoy, in Via Bergamo 25, Roma.
“Just Looking” è un collage di foto e video sul punto di vista femminile sui fischi da strada e le sue implicazioni nella società patriarcale dove la cultura dello stupro oggettifica il corpo femminile, giustificandone il suo utilizzo tanto nell’abuso sessuale a pagamento (prostituzione) quanto quello non a pagamento (stupro).
Ringrazio nuovamente tutte le persone che hanno collaborato professionalmente a questo progetto, in primis mio marito Mikael Moiner Photography​ per le immagini insieme a Cinzia Bolognini e Marco Puppini, Magnus Bergström per il montaggio e Therese Larsson per il suono.
Ma voglio anche ringraziare con infinita riconoscenza gli amici che hanno voluto partecipare con la loro presenza davanti alla camera perché hanno ritenuto che questo progetto fosse importante. Oltre al contributo professionale dell’attrice, ballerina e coreografa Valeria Palmacci​, e degli attori Lino Avendola e Luigi Mazzullo, ringrazio Eliana Como, Flavia Cidonio, Francesco Tupone, Gabriele Savini, Laura Daniele, Loredana Franza, Marcello Samperi, Maria Antonietta Bassetti, Marco Zappone, Stefano Colasanto e Yari Selvetella, che con la loro presenza sul set mi hanno dato la conferma che questa idea aveva valore.
GRAZIE!

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“The Wedding Cake”

Ieri ho completato un nuovo cortometraggio, “The Wedding Cake”, che farà auspicabilmente parte di un più ampio progetto di documentario artistico dedicato alle problematiche di prostituzione e pornografia.
È stato un piacere lavorare con l’attrice Astrid Hallén che ha prestato la sua significativa voce per impersonare il voice over della mia “Anna”!

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Squadra, sostantivo femminile

Non sono molto interessata allo sport e non seguo nessun tipo di evento agonistico, tutt’al più mi può capitare di intercettare per caso quello che (di rado) guarda mio marito. Ma il precedente era invece un grande tifoso romanista e mi è a volte “toccato” − per ragioni di socialità − seguire alcune partite in televisione, sentendomi invasa dalle urlate cacofonie del pubblico, le risse sul campo e sugli spalti, le scorrettezze tra giocatori, i gesti violenti, le grida razziste e sessiste. Qualcosa che ho sempre trovato una via di mezzo tra l’ansiogeno e l’urticante. Leggi tutto

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Il corpo imperfetto e la trans-formazione

Qualche giorno fa scrivevo un articolo sul rapporto con il corpo e la quantità di odio che riserviamo alla nostra apparenza fisica. Mi rendo conto che un capitolo a parte di questa riflessione è quello legato a una recente narrativa, … Read the rest of this entry

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Una lettura de “L’infinito” di Giacomo Leopardi

Come ricordava Antonello Sparzani su La poesia e lo spirito oggi ricorre il duecentesimo anniversario dalla composizione di uno dei più bei carmi italiani di tutti i tempi.

Come scriveva Antonello, è una poesia felice, e mi ha sempre rattristata ascoltarla in versioni cupe e tormentate, che non rendevano a mio avviso giustizia a un momento di autentica estasi gioiosa del poeta. Leggi tutto

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Vette conquistabili

La scorsa settimana ho terminato il mio primo semestre come collaboratrice per l’organizzazione svedese Rise, che ha lo scopo di fornire supporto a donne vittime di incesto o abusi sessuali da bambine. Ho avuto il ruolo di persona di supporto per una serie di incontri di gruppo finalizzato all’autoaiuto.
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Senza oggetto o aggettivo. Solo corpi.

La possibilità di sopravvivenza delle specie animali è collegata alla capacità di valutare e giudicare. Se ci fosse indifferenza rispetto allo stato fisico degli esseri che ci circondano, non saremmo sopravvissuti altrettanto bene. Ci saremmo accoppiati con esemplari non abbastanza sani e forti, e il leone avrebbe rincorso la gazzella sbagliata – e forse sarebbero entrambi estinti. Valutazione e giudizio prediligono ciò che è ai nostri occhi “bello” laddove traduciamo la “bellezza” visiva come indice generale di salute e fertilità.

Questa è, semplicemente, la Natura. Che si prende cura di sé stessa per garantire la propria sopravvivenza di specie. Tentare di disattivare il nostro istinto a valutare e giudicare gli esseri viventi che incontriamo nel nostro cammino (che sia un animale aggressivo o un esemplare di homo sapiens bellicoso o infetto) sarebbe geneticamente “pericoloso” per la nostra sopravvivenza. E tuttavia, questa valutazione e giudizio sono diventati piuttosto superflui: siamo miliardi su questo pianeta, lo abbiamo colonizzato praticamente tutto e nel bene (e purtroppo nel male) siamo completamente affermati come specie. Leggi tutto

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Io, emigrata poligama al voto – Una narrazione tragicomica

Qualche giorno fa mi è arrivata una raccomandata dal ministero dell’interno, qui in Svezia. Era la mia scheda elettorale. L’indirizzo di residenza era quello giusto, ma il nome indicato sulla busta era Mazzitelli Tigerström Monica.

In Svezia è possibile cambiare cognome (e nome) con grande elasticità. Salvo alcune comprensibili restrizioni, modificare la propria anagrafica è praticamente una passeggiata, anche per quanto riguarda documenti, banche, contratti eccetera. All’85%, avviene tutto in modo automatico, con un effetto domino per cui fatto cadere il primo mattoncino, gli altri continuano a cadere da soli e non c’è bisogno di sbattersi più di tanto.

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Il mio corpo, la mia IVG

Illustrazione di Eliana Como

Che il diritto di aborto sia sotto grave attacco da ogni parte è un fatto di una gravità assoluta perché significa che abbiamo perso quella forza che credevamo quasi ovvia e scontata di decidere (almeno in Occidente) sui nostri corpi e sulle nostre vite. In modo autonomo, personale, insindacabile, legale, garantito.

Qualche anno fa ho iniziato a lavorare a un progetto sull’interruzione di gravidanza, su stimolo di Carola Susani. È un progetto che non ho potuto completare ancora, per ragioni pratiche, ma sono sempre più decisa a portarlo a termine. Durante questo lavoro documentario, prevalentemente attraverso interviste, ho parlato con alcune donne che avevano effettuato una IVG in passato, scoprendo quanto fosse presente e forte il desiderio, vorrei quasi dire il “bisogno”, di parlare della loro esperienza. Non certo perché fosse corredata da un rimpianto o rimorso, sul quale non mi sono imbattuta finora, ma perché si era trattato comunque di un’esperienza carica di emotività e riflessioni, di sentimenti che coinvolgevano il rapporto con il partner, l’idea di figli come parte problematica di alcune scelte di vita. C’era in tutte la consapevolezza che fosse stata una scelta che avrebbe/aveva alterato il corso della propria vita, spesso in senso ritenuto positivo. Leggi tutto

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Nobel e legge sul consenso sessuale per celebrare #Lottomarzo!

Foto di Frankie Fouganthin (Own work) [CC BY-SA 4.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0) ], via Wikimedia Commons

L’affaire dell’Accademia di Svezia è durato un’eternità, a partire dalle dimissioni della Segretaria Permanente Sara Danius la scorsa primavera, fino a questa settimana, in cui lei ha (sontuosamente) lasciato la sua poltrona numero 7 per sempre, ma togliendo anche potere decisionale al suo antagonista Horace Engdahl. Leggi tutto

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