Svezia, il virus della socialdemocrazia

Göteborg – Foto di Mikael Moiner.

Da italiana in Svezia, sono tanti gli interrogativi che mi vengono posti in questi giorni, soprattutto a seguito dell’articolo recentemente pubblicato da Repubblica.it, ma anche a quello precedente sullo stesso tono de Il Fatto Quotidiano, dove si è dato risalto anche a un certo sprezzo del pericolo combinato a una svalutazione di chi, influenzato da ciò che accade in Italia, ha preferito da subito un comportamento cauto e orientato all’autoisolamento. Continua a leggere

Nobel e legge sul consenso sessuale per celebrare #Lottomarzo!

Foto di Frankie Fouganthin (Own work) [CC BY-SA 4.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0) ], via Wikimedia Commons

L’affaire dell’Accademia di Svezia è durato un’eternità, a partire dalle dimissioni della Segretaria Permanente Sara Danius la scorsa primavera, fino a questa settimana, in cui lei ha (sontuosamente) lasciato la sua poltrona numero 7 per sempre, ma togliendo anche potere decisionale al suo antagonista Horace Engdahl. Continua a leggere

Il coraggio di Elin Ersson

Ho scritto velocissimo articolo per raccontare la storia di Elin Ersson per il sito delle Donne Visibili e per La poesia e lo spirito.

Ecco una donna veramente visibile: Elin Ersson, giovane studentessa di Scienze Sociali di Göteborg. Si adopera attivamente per combattere i rimpatri in Afghanistan dalla Svezia, al punto che l'altroieri ha acquistato un biglietto per un volo diretto a Istanbul sul quale era imbarcato anche un richiedente asilo politico al quale era stata rifiutata la richiesta.

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Chi ha paura della Svezia?

In questi giorni la Svezia è di attualità dopo che Donald Trump ha riportato come veritiere alcune dichiarazioni rilasciate a Fox News da un certo Nils Bildt, un mitomane svedese che ha spacciato come notizie la propaganda contro immigrazione e Islam condotta dal partito “Sverigedemokraterna” (Democratici Svedesi), una formazione politica nata come ricettacolo di gruppi neonazisti e di ispirazione nazionalista, molto simile alla nostra Lega Nord.
Il Ministero degli Esteri svedese ha deciso di ribattere pubblicando un significativo ed esaustivo comunicato stampa in inglese: “Facts about migration and crime in Sweden” dove demolisce alcune delle più diffuse false opinioni/notizie attualmente in circolazione, sulla base di fatti e statistiche rilevate attraverso canali ufficiali, in primo luogo quelle delle Forze di Polizia.

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Siamo i rom che si credono qualcuno

16-02 rom borasÈ evidentemente troppo tardi per una segnalazione della mostra Vi är romer [Siamo rom] ché − oltre a essere in chiusura − è allestita nella Kulturhuset [Casa della Cultura] di Borås, una cittadina della Svezia centro-occidentale in cui è assai dubbio che qualcuno possa mai capitare, a Febbraio; peccato, perché la città offre molto sotto il profilo artistico-culturale. Ma lo faccio comunque, non solo perché è la più avvincente mostra non artistica che abbia mai visto (e infatti ha vinto dei premi) ma soprattutto perché ciò che ne resterà, dopo il 29 febbraio, è un valore non legato al tempo; e di questo bisogna parlare. Continua a leggere

“L’insostenibile del futile: una famiglia americana” nuovo pezzo per Nazione Indiana

Un pezzo a cui tengo molto, uscito oggi per Nazione Indiana, con un mio scatto californiano.

L’insostenibile del futile: una famiglia americana

Non so se si possa definire una festa, questa. Ci sono degli ospiti ma soprattutto delle ospiti qui, donne perlopiù sposate con eventuale marito al seguito. Poi c’è da bere e da spiluccare, in cucina.

La cucina è grande come metà del mio appartamento, affaccia su un salone e un’area pranzo. Tutti insieme sono più grandi di casa mia, e si affacciano sulla pool area, che invece non è enorme: una piscina da telefilm middle-class. La proprietà non vale più di 800 mila dollari, col mercato immobiliare del momento.

Siamo nella zona della “Valley”, la vallata anonima a ridosso di Los Angeles regno diurno delle casalinghe, coi loro bambini e cani middle class. Ce n’è uno anche qui: un classico golden retriever che per la festa resta confinato in giardino; gigione, grasso, e molto carino. È tutto very nice, qui. Continua a leggere

Un pezzo sulle elezioni midterm per l’Unità online

Et voilà, anche in vacanza un pezzo scritto al volo dalla California a proposito dei seggi elettorali visti ieri…. per l’Unità online

Un seggio senza segreti

I miei amici sono Democrats convinti e vogliono andare a votare presto, prima ancora di fare colazione.
“Occhei” dico io “vi accompagno che sono curiosa di vedere come sono fatti i vostri seggi”.
“Si vota in una scuola, qui nel nostro distretto.”
“In che senso ‘nel nostro distretto’, dove altro votate se no?”
“Beh un po’ ovunque, a volte affittano dei locali…”
“Quindi le scuole non chiudono?”
“Ma scherzi?”

Nei miei occhi italiani ci sono i disegni dei bimbi appesi alle pareti, i banchi impilati in fondo alla classe, la lavagna contro il muro, e non riesco a immaginarmi la scena. Che infatti è tutta diversa: la scuola funzione regolarmente, è solo stato allestito un seggio nei locali della biblioteca, dove alcuni bambini peraltro vengono comunque a prendere volumi in prestito. Ci sono delle bandiere stelle e strisce all’ingresso, ma sono quelle dell’istituto. Solo un cartello giallo per strada informa in inglese, spagnolo, filippino e vietnamita, che il seggio è all’interno della scuola, e un altro cartello ci dice dove una volta nel cortile. Continua a leggere

Un pezzo per “Il Grandevetro”

Simonetta Melani, che è una persona splendida, mi ha invitata a scrivere un pezzo per l’altrettanto splendida rivista “Il Grandevetro” che dedicava questo numero al Sud. Ho scelto di scrivere qualcosa a proposito del sud del mondo, parlando ovviamente di donne, che ne sono normalmente il motore schiavo e senza diritti.

Mi sarebbe piaciuto che a illustrare il pezzo ci fosse stato questo mio vecchio scatto del Perù, ma c’era già un’impaginazione pronta quindi lo metto qui.

Se fosse una canzone e la stessi per suonare dal vivo, direi che è un pezzo a cui tengo molto, ed è dedicato a una persona speciale. Che poi alla fine – voilà – l’ho detto ;o)

Tenendo la fatica con le mani

Il sari fucsia splende sulla sua pelle cioccolato al latte che sotto le braccia resta un po’ flaccida. È magra e il viso scavato fa pensare a sessant’anni ma impossibile esserne sicura. Denti non tutti, sorriso sghembo che copre con la mano sinistra davanti al nero lucido del mio obiettivo, ma le ho fatto l’occhietto per chiederle il permesso, prima: quindi ho scattato. Scattato in questo luogo perduto del Rajastan, a metà strada tra Jaipur e Bikaner, credo. Dove fanno mattoni.
Cammelli passano dinoccolati sulla collina in fondo, indifferenti. Continua a leggere

Melampo

Questo pezzo mi da una grande emozione e sono stata onoratissima che sia uscito su Carmilla il 24 aprile 2007, corredato dalle foto di Gianni Faluomo. Una delle soddisfazioni più grandi che ho avuto dalla scrittura.

La versione rtf è scaricabile qui.

MELAMPO

Addis Abeba è una città speciale e contagiosa, istilla un ritmo di vita che veloce si inocula e poi ti resta lì, dove non l’hai messo.
Non è una cartolina africana; è un mondo a parte, con cose uniche e splendide che non trovi altrove, e situazioni che danno fastidio. Una città tropicale in quota, dolcezza solare di giorno e freddo di notte, soprattutto se stai sotto una lamiera e poi piove. Qui ci sono i mesi delle piogge. Il clima dopo El Niño ha perso un paio di venerdì e a volte l’acqua travolge tutto. Ora no, è novembre e la pioggia è finita. Ho una settimana da passare qui, per lavoro. Continua a leggere