Ho recensito per slowcult due libri appena letti che parlano della famiglia, in modi del tutto opposti tra loro (da cui il titolo del mio pezzo). Sono “Nudo di famiglia” di Gaia Manzini (Fandango) e “Insieme, e basta” di Anna Gavalda (Sperling). Li ho apprezzati entrambi, per ragioni opposte, ma alla fine a entrambi mancava qualcosa.
La fine e l’inizio della famiglia
Ci sono alcuni romanzi usciti di recente che fanno della famiglia l’oggetto della narrazione, molti scritti da donne. Forse l’esigenza è quella di ridefinirla, ricostruirne una geografia o forse un senso, o dimostrarne il non-senso, e quindi distruggerla. La necessità è più che legittima, soprattutto in Italia: da un lato c’è la spinta centripeta e tradizional-cattolica della famiglia come valore quasi assoluto; dall’altro la forza centrifuga di tutto ciò che si oppone a coercizioni stereotipe porta alla necessità di una nuova analisi che renda accettabile-possibile, integrare modelli eterogenei e più adeguati a realtà molto diverse dal passato. Uno dei romanzi più interessanti in questo senso è stato “La vita in comune” di Letizia Muratori, uscito nel 2007, Continua a leggere

