Unonove: l’antologia!

Finalmente ci siamo: è in libreria la prima antologia di Unonove, pubblicata da Epika e curata da Margi De Filpo. Da un piccolo progetto web pensato insieme a lei, Ivan Arillotta e Valeria Faella per le immagini e la grafica, si è sviluppato un punto di riferimento letterario e immaginario talmente forte da poter diventare carta. Bello.

Il racconto che Margi ed io abbiamo scelto è "Istantanee sbagliate", a cui sono veramente molto affezionata.

Presto presentazioni in giro, stay tuned!

“Diaz” di Daniele Vicari: il Male, la Paura, l’Odio.

C’è bisogno di coraggio per vedere questo film, ma è necessario trovarlo.

Pensavo di sapere quasi tutto sul G8 di Genova del 2001, ma invece no: non abbastanza. Perché sapere non è vedere. Non sapevo o non contenevo tutto questo dolore, questo sangue, questo abuso, questa crudeltà, questa disumanità, questa carne che implora inutilmente pietà a quella follia aguzzina che sa come violentare senza arrivare a uccidere, per non essere incriminata; follia che è (dentro) il nostro Stato.

Più che mai: i colpevoli della Diaz e di Bolzaneto non solo non sono stati sospesi dal servizio ma sono stati per lo più promossi. E sono ancora tra noi, per strada, con una divisa addosso, con il tricolore cucito sulla giubba. Per difenderci.

Sì, questa recensione non è asettica ma di parte, perché il film lo merita, anzi: lo reclama, lo esige. Perché se esci dal cinema senza sentirti le ossa incrinate, i muscoli pesti, gli occhi gonfi, la mente confusa e intontita allora Vicari ha fallito. Ma non fallisce, perché in sala all’accensione delle luci c’è solo silenzio livido, musi di gesso e mani tremanti a cercare i giubbotti.

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Nuovo sito!

Dopo un po’ di problemi legati a virus, cambi di piattaforma e di dominio, eccomi finalmente in grado di rinaugurare questo sito: all’apparenza è quasi uguale a prima, ma in realtà ora ci sono molte più cose da leggere e da vedere, categorie per trovare facilmente gli articoli (nonché il prezioso tasto “cerca”!), la possibilità di registrarvi via mail in modo da ricevere un avviso ogni volta che pubblico qualcosa (qui), tutti gli archivi dove ho messo gli articoli o i racconti che prima erano nel menu come nuovi posts, e anche una pagina in svedese di cui avevo affettivamente bisogno.

Buona navigazione, grazie!

Pubblicato in News

Sycamore Age

Spettacolare album di una band che riassume e distilla in sé TUTTA la mia musica rock preferita con i piedi cementati dentro i Beatles.. un disco che ho recensito con slancio, sabato prossimo a Roma al Circolo degli Artisti, consigliatissimo…

Sycamore Age – Sycamore Age
(Santeria 2012)

Due estati fa ero ad Arezzo con Andrea Chimenti per una sera di chiacchiere, lucciole e molta musica. A un certo punto, quasi timidamente, mi chiede se voglio ascoltare un demo, un progetto a cui suo figlio Francesco sta lavorando con un amico e con Stefano Santoni dei Kiddy Car. Gli dico di sì, certo, e già dopo il primo pezzo mi cadono letteralmente le orecchie: “Ma questi sono una bomba!”.
Diciannove mesi dopo la voce di Francesco Chimenti, una voce di purissimo rock, autorevole, pazzesca, propulsiva, modulabile all’infinito, svergognata, galoppante, profonda come il mare, risuona nelle mie casse letta dal cd con il dorso colorato di caleidoscopiche farfalle dei Sycamore Age: la band di ormai sette elementi nata intorno a quel primo progetto creato insieme a Davide Andreoni a cui si era presto unito Stefano Santoni. Pochi mesi fa, da quando sono cominciate le esibizioni live, si sono aggiunti altri quattro perfetti elementi: Giovanni Ferretti, Samuel Angus Mc Gehee, Nicola Mondani e Franco Pratesi. Continua a leggere

Wu Musica: narrativa incastonata nel suono

Un pezzo uscito per Slowcult e Music on TNT su due cd "narrativi", Pontiac e Arzestula, di Wu Ming.

Musica e letteratura a volte possono andare a braccetto con risultati sorprendenti, e la band di scrittori Wu Ming ne è uno degli esempi più interessanti in assoluto. Soprattutto Wu Ming 1 e Wu Ming 2 hanno sempre sentito forte la spinta a realizzare progetti che andassero ben al di là del “reading musicale”, portando la parola allo stesso livello di una partitura cantata, dove la voce non segue però una melodia ma si impone come uno strumento “in prosa”.
Chiaro che questa modalità espressiva, soprattutto per Wu Ming 2, prende una sua buona parte di radice dai Massimo Volume, la band che – fondamentalmente – ha inventato il genere. Infatti per Pontiac, storia di una rivolta, audiolibro illustrato a fumetti da Giuseppe Camuncoli e Stefano Landini che contiene un cd (non separabile) di musica con letture, Wu Ming 2 fa da voce narrante accompagnato proprio da Egle Sommacal, chitarrista storico della band bolognese, insieme a Stefano Pilia, altro eccelso chitarrista aggiunto ai Massimo Volume per l’ultimo album di cui abbiamo parlato anche qui. Per questo audiolibro è di nuovo al completo la splendida formazione con Paul Pieretto (principale compositore dei brani) ai bassi e all’elettronica, e Federico Oppi alla batteria, con cui Wu Ming 2 aveva portato in tour due altri spettacolo, Razza partigiana e Guerra agli umani, un estratto del suo romanzo solista. Per Pontiac, storia di una rivolta il legame con i romanzi di Wu Ming è molto diretto nel senso che anche se le narrazioni sono state create appositamente (e compiutamente) per questo audiolibro, il personaggio di Pontiac appartiene agli scenari del loro penultimo romanzo collettivo (Manituana). Continua a leggere

All’Eternauta!

Domani 10 marzo e martedì 13 sarò alla libreria L’Eternauta per leggere qualcosa di mio e di scelto da altri, insieme a Fabio Viola, mentre martedì presenterò lo splendido romanzo di Marta Baiocchi, in entrambi casi alle 18.00.

Con l’Eternauta abbiamo una lunghissima storia di collaborazioni, scambi culturali ma soprattutto fraterni, cazzeggi serissimi e affetto, ormai dal 2005.

Una libreria “militante” che sta cercando di sopravvivere, come tutte le piccole entità dei quartieri periferici. Venite domani o martedì, non per me, ma per comprare qualche libro, grazie!

Che verrà

Butta via il piedistallo, smonta la teca delle ammirazioni; rimuovi la pellicola dal cuore e premilo sulla carne del mio sterno. Sostienimi la mano quando mi accarezzo frammenti fragili; resta dentro la mia gioia, stringimi libera. Piccole sorprese, immaginiamo. Camminare oltre; ascendere, poi sospiro e riposo.

[Foto: Nuova Zelanda, Northern Island]

Thank you for not smoking

Questo sito sta per cambiare; tra un po’ (forse per il primo giorno di primavera) sarà pronta la nuova piattaforma. Non cambierà nulla della grafica ma sarà organizzato meglio per contenuti, più facile da navigare, con qualcosa in meno e qualcosa in più: ad esempio, una sottocategoria dedicata a corpo-mente-anima dove voglio occasionalmente inserire post sullo stare bene con se stessi, a tutti i livelli.
Lo inauguro oggi a proposito di un argomento importante: il fumo.
Vent’anni fa quasi esatti smisi di fumare passando da quaranta sigarette al giorno a zero, così, senza sforzo. Stavo leggendo un romanzo di Marianne Fredriksson dove la protagonista si confronta con una se stessa adolescente, e la sua analista le dice “Lascia che riposi in pace”. Qualcosa fece click, senza preavviso: spensi la sigaretta che stavo fumando, alle 11 del mattino, svuotai e lavai tutti i portacenere, e per anni non ci pensai più. Smettere non mi era costato nessuno sforzo fisico, nessuna sensazione di astinenza, nessun senso di vuoto o mancanza di gestualità connesse. Nessuno. Eppure fino a 10 minuti prima di leggere quella frase, avrei creduto impossibile per me riuscirci, per quanto fumare fosse la primaria causa di angoscia, ansia, frustrazione, senso di colpa, senso di inadeguatezza, vergogna, imbarazzo. Ero stata così felice di aver smesso che per anni ne avevo evocato il ricordo per sentirne la forza. Continua a leggere

“Justine c’est moi”: recensione del dvd Melancholia di Lars Von Trier

Mi ci sono voluti due mesi di riflessioni, scritture e riscritture, visioni e ri-visioni di film, letture e ricerche, per completare questa recensione. Non so se si noterà questo sforzo o meno, o se si noterà troppo, chissà, ma questa è di certo la più laboriosa delle recensioni che io abbia mai prodotto e in questo senso ne sono orgogliosa 😉 E meno male che doveva essere pronta per il 22 febbraio, giorno dell'uscita in dvd, altrimenti non so per quanto ancora l'avrei trascinata. E ora, a voi il giudizio…..

"Melancholia” in dvd: la depressione che distrugge il mondo.

Si è già scritto molto a proposito di “Melancholia”, un film che ha in comune con l’altro capolavoro presentato a Cannes nel 2011, The Tree of Life di Terrence Malick, l’essere una pellicola senza scale di grigio: la si ama o la si odia. Due opere simili, per alcuni aspetti, che differiscono molto nell’esecuzione: nitido e cristallino Malick, sporco (ma non quanto un tempo) Von Trier, che pur non ostentando più il Dogma, continua a preferire macchina a mano/camera a spalla piuttosto che cavalletti, dolly, carrelli e quant’altro ostacoli un set. Ma di questo diremo meglio più avanti, concentrando ora il discorso sugli aspetti che emergono dalla visione del film in dvd, in lingua originale. Continua a leggere