“The swimmer” by John Cheever

I wrote this piece originally in English and then I translated it into Italian to have it published on Carmilla. It is a very short essay on one of my favorite stories of all times. I did make some personal hints on the author's psyche so before I ventured publishing it I got in touch with the author's son to ask if he was ok with that: he graciously granted me his go-ahead. "The swimmer" is available online here.

John Cheever’s “The Swimmer”: a man past the shadow line.

A wealthy and self assured man just past his midlife, still bearing “the especial slenderness of youth”. He’s at some friends’ house, by their pool, a midsummer day. All the guests are lazily enjoying the mature part of the day, busy with their respective headaches; they all had too much too drink the day before, no-one able to socialize more than this comment with their sleepy skins exposed. But Ned, he’s a man with an “inexplicable contempt for men who did not hurl themselves into pools”, and he has a “vague and modest idea of himself as a legendary figure”. So he steps up from the pool curb with an idea: he shall swim all the way home. His house lies eight miles south. In the suburban area where he lives, he can be “taking a dogleg” and reach his home by water, swimming across all the pools he finds along his path: 15 private pools and a public one to create his “contribution to modern geography”. He knows each of them, recalls the owners’ names one by one like a mosaic, a “string of swimming pools”. He will “name the stream Lucinda after his wife” even though she is not reacting when he tells her he’s going to swim home.

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“Freddo”, la poesia di Monica Viola, ora è anche “Cold”

Ho tradotto il contributo di Monica Viola al progetto “Auroralia” dell’incommensurabile Gaja Cenciarelli, una poesia dal titolo “Freddo“, “Cold”:

Cold
By Monica Viola

The cold the jump the embrace
the cold the jump the embrace and the fatigue
of leaving.
Naked because born;
born because
born.
Born I swim
new, every day,
because I must.
Empty I must leave.
Will you receive me in your embrace
when mine ends
melt in a splash without echo and
without love?
Your mercy: freezing me in that instant
where I remain hanging in my flight;
I reject my beauty
all that’s amiss
all that’s been taken
I reject being empty.
I am not content, so I
fly
away
naked
empty.

Questo l’originale:
Freddo
Di Monica Viola

Il freddo il salto l’abbraccio
il freddo il salto l’abbraccio e la fatica
di andarsene.
Nuda perché nata;
nata perché
nata.
Nata nuoto
nuova, ogni giorno,
perché devo.
Vuota devo andarmene.
Mi accoglierai nel tuo abbraccio
quando finirà il mio
sciolto in uno splash senza eco e
senza amore?
La tua pietà congelarmi in quell’istante
dove resto sospesa nel volo;
rifiuto la mia bellezza
tutto quello che non c’è
quello che hanno tolto
rifiuto di esser vuota.
Non mi accontento, per questo
volo
via
nuda
vuota.

L’intervista per Sat 2000

Finalmente online l’intervista a proposito di booktrailer a me e a Peppe Fiore, che ci ha fatto Saverio Simonelli di/per “La Compagnia del Libro” quella bella serata al Tuma’s.
Grazie a tutti [soprattutto a Giuseppe D’Emilio che me l’ha segnalata ;-)]

Lettura: Autoreverse di Francesco Forlani

Un romanzo totalmente casalingo nonostante sia vissuto negli ambienti senza odore di un albergo, nei rumori sempre uguali di ascensori, pavimenti e scale, scricchiolii di parquet, cigolii di armadi, anche nella stanza del suicida Pavese. Ma non ci sono questi suoni, è proprio questo che manca: la voce del poeta, quella che darà un senso alla carta delle sue parole, anche quelle muffe dei suoi scritti rubati all’inondazione. Il suono della sua voce che renderà all’improvviso tutto chiaro: il mistero della sua poesia, l’amore infelice, le donne americane così crudeli nella loro indifferenza.
Un romanzo egalitario. Non c’è alto o basso, c’è l’unificazione dell’umanità nella condivisione dell’emozione, uguale per tutti. Ci sono persone, legami tra persone, debolezze di persone, forza di persone. Donne piccole e forti, uomini deboli ma autorevoli, voglia di solidarietà emigrata, tornare a casa ma anche restare lì per evocarla da lontano, sentire l’appartenenza che rende il concetto di “paese d’origine” un’entità fisica molto più solida di qualcosa di vissuto nella quotidianità, dato per scontato. Nella lontananza la casa è molto più tridimensionale e incombente, oggettiva ma fisica anche nella sua bruttezza. Ma esiste ed è tale perché nel rimescolarsi degli emigranti c’è bisogno della sua assenza per essere solidali, altrimenti si sarebbe tutti dispersi e non ci sarebbe il piacere dei picnic ai giardini lungo il Po, non sarebbe necessario volersi bene. Questo invece è un romanzo sentimentale, anche la ricerca letteraria è distillato affettivo, non c’è freddezza culturale ma passione di tracce, di sangue sulla pagina. Un romanzo umano, che contiene anche più di quello che fa in tempo a raccontare.

Bravo EffeffE

Marok, a tribute

Scusate la tremenda autorefenzialità di questo post, me la perdonerete visto che è il mio sito personale: oggi ho avuto l’amicizia su facciabuco da un musicista che mi turba visceralmente dal lontanissimo1982 (concerto al Mattatoio di Roma), suonando il mio strumento preferito: il basso. È il Bernard Edwards della musica rock e pop italiana, uno dei migliori bassisti del mondo, ha dato la linea agli ultimi venticinque anni della musica italiana, che ne aveva davvero bisogno. Un mio mito personale: Gianni Maroccolo.

Lo so, non è che ci siamo baciati con la lingua, mi ha dato solo un click, sono il suo contatto numero 4917, però sono troppo troppo contenta. Come se Lawrence Ferlinghetti avesse avuto l’amicizia da Walt Whitman, Oscar Wilde da Shakespeare, Ariosto da Virgilio, Virgilio da Omero, Mosè da Dio (che in effetti avendogli dato le tavole forse lo potremmo considerare più di click).

E io manco lo so suonare il basso, mannaggia a me.

Intervista per Micromega online a Lorella Zanardo, coautrice del documentario “Il corpo delle donne”

Si trova già online sul sito di Micromega la mia intervista alla grandissima Lorella Zanardo, autrice di un documentario che era davvero tempo qualcuno facesse. La ringrazio pubblicamente non solo per l’intervista ma soprattutto per questo lavoro che commuove per quel briciolo di dignità che ci restituisce: grazie Lorella!

Un abbraccio per Sbancor al Teatro Colosseo domani 4 maggio alle 19 e 30

A poco più di un anno dalla sua dilaniante (e per quanto mi riguarda ancora misteriosa) scomparsa, salutiamo Franco Lattanzi al Teatro Colosseo, via Capo D’Africa 29/A, a partire dalle 19 e 30. Momento clou della serata una coreografia dedicata ad alcuni suoi scritti. Ci saranno altri contributi, tra cui un video di Bifo, e io farò una lettura di un brano dal suo romanzo inedito, “Troppo tardi per morire in piedi”, quello a cui stava lavorando e che non ha mai potuto finire. Era dedicato alla strage di piazza Fontana.

Pubblicato in News

Presento Sweet Sixteen di Birgit Vanderbeke mercoledì 29 aprile alle ore 21.00 alla Bibli di Roma via dei Fienaroli

Presentazione dell’interessante libro della Vanderbeke di cui ho scritto qui, insieme al grande Max Giovagnoli e a Agnese Grieco.

Ecco i dettagli dal comunicato stampa:

Mercoledì 29 aprile alle ore 21,
presso il Caffè Libreria Bibli,
via dei Fienaroli 28,
verrà presentato il romanzo

Sweet Sixteen

della scrittrice tedesca Birgit Vanderbeke.
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Raw Tuma’s!

Grazie!
Bella serata al Tuma’s! Mi ricordo quando avevo messo Annarita in contatto con Isabella per fare qualcosa insieme a Roma, mesi fa, ed è stato quindi doppiamente bello essere lì stasera!
Grazie quindi a Isabella Borghese, Annarita Briganti e Roberto Arduini, sempre accoglienti e professionali, a Saverio Simonelli per la sua bella intervista, a Peppe Fiore che mi trova inspiegabilmente sexy e quindi merita una mia foto nude look, se ne farò mai una, a Romano De Marco che mi ha regalato il suo giallo  “Ferro e fuoco” dal formato gustosissimo, a Gaja perché è veramente Gaja, e sorella mia, a un sacco di persone che mi hanno detto cose molto carine di cui non ricordo o conosco tutti i nomi, e dulcis in fundo a Effeffe [Francesco Forlani], che ha ballato un lento breve ma bellissimo con me.. you made my day…
Love,
Emmemme!