Talvolta un paese si pasce di un provincialismo inverso, dando per scontato e quindi rendendo inesistente il talento che esprime e di cui altri sanno vivere e godere appieno. Kekko Fornarelli appartiene (speriamo per poco) a quei profeti fuori patria che faticano a venire riconosciuti in Italia ma vengono al contrario amati all’estero, dove fanno tournée internazionali.
In questo suo ultimo lavoro, Outrush, Fornarelli esprime ben di più di un talento pianistico: la composizione è decisamente potente, nuova, innovativa, libera. Ogni pezzo una narrazione che contiene decine di idee, una sovrabbondanza succulenta che arriva a ogni nuovo ascolto, senza intralciare la piacevole scorrevolezza dell’album, che in verità prende immediatamente, dalla prima volta.
“Voi non siete qui”, il nuovo romanzo di Guglielmo Pispisa
Il piano era questo: avendo letto il romanzo già in bozza, avrei dato una veloce occhiata al pdf di stampa, tanto per rinfrescarmi i passaggi di trama e i nomi dei personaggi. Ma leggere a video non mi garba, quindi ho ripreso la stampa della bozza, con la scusa che avrei fatto prima a sfogliarla. Così, sfogliarla, mi ero ripromessa. Alla quarta pagina ho capito non sarei riuscita, ché ogni riga bastarda era come la torta di Lewis Carroll su cui era scritto “leggimi”.
«Io non sono Veronelli, ma ogni volta che mi mostra orgoglioso una delle sue bottiglie da 6 euro, di case vinicole dai nomi finto araldici, mi viene da ridere, e anche una certa tenerezza. Quando lo assaggiamo – e puntualmente si rivela un vino mediocre che non vale la metà della pur bassa cifra che è stato pagato – io mi spertico in lodi al bouquet e all’equilibrio della struttura e pacche sulle spalle, sapendo di farlo contento. Di modo che alla fine, oltre a essermi dimostrato ipocrita, presuntuoso e superbo, posso dire di essere stato anche paternalista e falso. Si preannuncia un buon sabato.»
New video “Mrs Mermaid” – Daniel Karlsson Trio
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Finalmente online il mio più recente (ma sicuramente non l'ultimo) video per l'eccelso pianista svedese Daniel Karlsson (in questo caso per il suo trio, per l'album "Fusion for Fish"), a mio avviso il più bell'album del 2014! Ne siamo molto soddisfatti, è stato lungo e laborioso, girato in 3 set diversi in città diverse, in Veneto e a Stoccolma, con l'incognita Venezia che a giugno può essere veramente micidiale ma.. eccolo!
La GRANDISSIMA sorpresa è arrivata quando ho saputo che era stato scelto per venire presentato a Stoccolma alla serata di presentazione/lancio dei nuovi video musicali per la stagione, un evento importante che viene organizzato dalla IFPI, ente nazionale che si occupa di promozione musicale. Un ENORME onore per me, e sono felicissima per Daniel Karlsson perché è una rarità assoluta che la musica jazz venga selezionata per eventi di questo genere (pur essendo un genere adorato nel paese, parliamo sempre della nazione di Avicii e Lykke Li). Lui si merita questo molto molto altro, e lo avrà.
Sono felice di questo riconoscimento e anche del successo rapidissimo che sta avendo questo video (630 visualizzazioni in sei giorni per un video jazz sono tantissime!) non solo per me e i musicisti, ma anche per tutti gli altri artisti e professionisti che hanno contribuito a questo lavoro con passione contagiosa, e in primis alla mia grandissima amica e sorella Andreina Costa, che ha vinto ogni comprensibile inibizione per fare da sirena seminuda in una Venezia impacchettata di turisti. I ringraziamenti sono nei titoli di coda a parte Giulia Fazzi, che mannaggia a me mi è sfuggita! Ma il suo nome è nel testo sotto il video. Mi ha perdonata però, perché è sorella anche lei 🙂
Grazie a tutt@!
My latest (but not last!) video for the great Swedish pianist Daniel Karlsson, this time for his track Mrs Mermaid, again from the majestic album Fusion fo Fish, for me the best 2014 album. We are very happy and proud it it, it's taken quite some time to shoot and edit, with three differnet locations, two in Italy (Agordo and Venice) and one in Stockholm, to catch Andread Hourdakis, but we're thru!
The BIG surprise came from the fact that this video was selected by a Swedish organization within music industry called IFPI (http://www.ifpi.org/) to be hosted in Stockholm during the musical video kick-off for the coming season. It is a HUGE honor for me to have been picked, and I am very happy for Daniel Karlsson because it is a real rarity for jazz music to be selected for this presentation. He really deserves all this, and much much more.
I am delighten by this recognition and also by the fast success this video is obtaining (630 viewers in six days is quote a lot for a jazz video!), not only for me and the musicians, but also for everyone that passionately contributed to this work with contagious passion, above all my friend and sister Andreina Costa, who won all her understandable inhibitions to act as a half-naked mermaid in tourists-packed Venice. And my thank also to Giulia Fazzi, another true sister, whom I forgot to mention in the credits.. boooo on me…. but she is in the written credits below the video. She has apparently forgiven me though!
Thanks to all!
Radio Rai 3
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Ieri una simpatica intervista alla trasmissione Patagruel, condotta dallo splendido Graziano Graziani per Radio 3, a proposito della mia adorata Stoccolma, e tutto il jazz che ne consegue! Ecco il podcast.
I was interviewed yesterday for the national Italian radio Radio 3 during a lovely program called Patagruel, unfortunately in Italian only!
City Nights: il jazz più rockettoso di Svezia
Un esordio molto solido, potente e consapevole questo dei City Nights, composto da alcuni fra migliori e più richiesti musicisti jazz svedesi di giovane generazione a cominciare da Andreas Hourdakis, chitarrista di Magnus Öström (Esbjörn Svensson Trio), Nils Jansson, la tromba più interessante della sua generazione, con Martin Höper grande groover al basso, e Chris Montgomery alla batteria, con la sua ricca e versatile punteggiatura.
L'album tocca e va immediatamente oltre il jazz rock, creando quasi uno stile nuovo, se vogliamo parlare di un genere. La libertà dal jazz e dal rock diventa il punto più distante da entrambi i poli, rendendo la fusione libera da schemi. Ci sono elementi di rock, indierock, jazz e di progressive, spesso usati in modo innovativo e inedito, inaspettato, con un risultato di fusione di strumenti e ispirazione il cui interplay è a volte proprio l'alchimia che rende ogni pezzo interessante e appiccicoso.
Un album che difficilmente si fa dimenticare, con un sound molto riconoscibile non solo per la maestria e il virtuosismo pieno di carattere di ciascun musicista, ma per la coerenza e la maturità dell'ispirazione.
Daniel Karlsson per Dagens Nyheter
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Il 22 agosto 2014 è stato un compleanno molto importante per me: 50 anni. Una sensazione molto buffa, divertita e felice mi ha accompagnata tutto il giorno e tutta la sera fino a notte, come qualcosa da trattenere ma anche lasciare. Resta nella mia vita una giornata memorabile e unica, conclusa con un concerto suonato per me da Daniel Karlsson e il contrabbassista Thomas Markusson, che dal vivo è persino meglio che su cd! Presto in arrivo la recensione del loro nuovo album, "Duo", lanciato appunto in questo giorno. Ma dopo aver lasciato andare la felicità ché deve essere libera come un gatto, resta questa cosa bella: un risveglio con il più importante quotidiano svedese, Dagens Nyheter, che dedica proprio oggi un articolo a Karlsson, dove lui si dilunga a raccontare di me e della nostra parnership artistica.
No, non ricordo un compleanno migliore di questo 🙂
I turned 50 on the 22nd of August. I was feeling "worried" about this birthday in some ways, but it turned out to be the funnies, sweetest and most memorable I experienced in my life so far, with Daniel Karlsson releasing his new "Duo" album with genius Thomas Markusson on double bass, playing for me. And in the morning, as soon as I woke up, I read this interview that Karlsson released for Sweden's most prominent daily newspaper, Dagens Nyheter, where he tells a lot about me and our partnership.
Best birthday ever 🙂
Yuri, il primo romanzo del musicista Andrea Chimenti
Un esordio narrativo molto convincente per un compositore e cantante con alle spalle (e davanti a sé!) una lunghissima carriera nell’area più raffinata della musica cantautoriale indipendente italiana, un romanzo che per certi aspetti sorprende, con una trama avvincente che trascina senza usare meccanismi troppo semplicistici della costruzione della fabula. Anzi, Andrea Chimenti si prende un rischio non piccolo (cosa che del resto fa da sempre anche in campo musicale) scrivendo un romanzo che ben prima del successo della seria televisiva “Trono di spade” lambisce − in una delle due storie che scorrono parallele nel romanzo – elementi ascrivibili al genere fantasy, esponendosi così a un possibile disdegno aprioristico di questo lavoro. Ma, proprio come per la serie, l’utilizzo di personaggi e situazioni di quel mondo è soprattutto funzionale al comunicare alcuni archetipi e contenuti di bene e male, a comporre una complessità psichica di ciascun personaggio.
“Midsommar” al LatroniCorto Film Festival!
MOF, recensione di “Fried Generation”
A volersi fare un’idea di questo album ascoltandone solo un pezzo si prenderebbe una cantonata, con due si direbbe “Eh?” e con tre si direbbe “Ah!”. Il risultato finale è che la parola riassuntiva è “contaminazione”. I ragazzi della band non offrono troppi appigli di genere: il jazz esiste come suoni/strumenti, ma non come stilema, e la direzione è più quella del rock (con radici negli anni ’70, soprattutto nei pezzi più acidi di Vignato) ma con prosecuzione fino a quello elettronico contemporaneo, più o meno indie (soprattutto nelle composizioni di Martino), fatto salve alcune tracce, specialmente quelle a firma del contrabbassista Dallaporta, più vicine al jazz moderno, e che infatti nei due pezzi conclusivi ospitano Alfonso Santimone al pianoforte.


