Peirone e le millenials tra seduzione e potenza

Resterà aperta ancora qualche giorno la mostra "Girls, Girls, Girls" dedicata a una fotografa svedese (di origine argentina) che ha avuto un enorme successo qui in Svezia al Göteborgs Konstmuseum il Museo d’Arte cittadino.
Julia Peirone da anni punta il suo obiettivo verso le giovanissime, cercando con le sue immagini di dar loro un’identità maggiore e più profonda di quella banalmente generazionale. Ragazzine e ragazze colte in momenti di imperfezione, fisica o di posa, esposte proprio nell’attimo in cui la foto verrebbe scartata: a occhi chiusi, con una smorfia, cadute per terra dai tacchi, piene di smagliature, con l’apparecchio ai denti, pelosissime, sovrappeso. In un mondo dominato dal fotoritocco e dai selfie finti, Peirone abbraccia l’imperfezione con lo sguardo e la proclama con orgoglio, gridandola come un manifesto.

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Socia onoraria di “Dignity No Profit People”

Alcuni di voi forse sanno che il mio più grande successo registico è un documentario dal titolo "Dignity" che ho girato in Mozambico 3 anni fa. Racconta la vita di alcune giovani ragazze in un orfanotrofio e mi ha toccata profondamente. Andare in Africa per girarlo è stato ben altro che un'esperienza registica ma la scintilla di una lunga collaborazione con un progetto che è cambiato rispetto all'inizio. Dignity è diventato Dignity No Profit People perché Emanuela Bonavolta ed io abbiamo realizzato che queste ragazze stavano crescendo e avevno bisogno di qualcosa in più della sicurezza materiale e studio. Avevano bisogno di ricevere ispirazione e sostegno per svilupparsi in ciò che desideravano diventare da grandi, e supporto economico per poterlo realizzare. Sono successe così tante cose da allora, l'associazione le ha aiutate in molti modi e molti altri progetti ci aspettano. Per questo sono così felice e orgogliosa di essere diventata socia onoraria oggi. Grazie.
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